Scimitar
L’idea
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Era l’anno 2001 quando, nel corso di una comune conversazione tra l’allora Comandante della Capitaneria di Porto di Fano T.V. (CP) Giovanni Greco ed il Dr. Marco Pezzolesi, Direttore della Coomarpesca di Fano, si pensò a quale soluzione poteva darsi a quel rudere, posto sotto sequestro in seguito a varie vicissitudini, poi incendiatosi e rimasto ormeggiato da oltre un decennio nel porto di Fano. Inizialmente si ipotizzò di ristrutturare quella nave per adibirla alla formazione dei marittimi che volessero conseguire i titoli professionali della Marina Mercantile, poi, di adibirla all’esercizio turistico in mare con finalità ittica, ma a seguito dei tanti approfondimenti compiuti, si scelse di trasformarla in ristorante galleggiante per poi farla stazionare nel porto di Fano. |
Tale ristorante avrebbe integrato la felice attività promozionale del prodotto ittico portata avanti con successo dalla Coomarpesca sin dal 1979, tramite la gestione del Self-Service “Al Pesce Azzurro”. Il nuovo ristorante galleggiante, però, si sarebbe posizionato su un livello qualitativo superiore, sia come ambiente, tipologia del servizio, ed il menù particolarmente elaborato, pur mantenendo la caratteristica di una proporzione qualità/prezzo estremamente valida grazie ad un menù, caratterizzato dal buon pesce maggiormente disponibile, rigorosamente fisso ma variabile nel corso della settimana.
L’idea ha suscitato grande interesse nella città e nelle località vicine soprattutto dopo gli articoli pubblicati in diversi quotidiani locali e nazionali. “Articoli ” L’iniziativa è stata inoltre presentata al Salone di Genova nell’ottobre 2003 come progetto innovativo di eccellenza della Regione Marche “Articolo” ed ha riscosso il grande interesse della Stampa nazionale ed ancor oggi continuano a pervenire richieste telefoniche di prenotazione da ogni parte d’Italia per pranzare a bordo del galleggiante Scimitar.
La Nave e la sua storia
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Scimitar era il nome assegnatogli quando faceva parte della Flotta di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra. Venne costruita nel 1970 dai Cantieri Vosper Thornycroft di Porchester e riproduceva in maniera ridotta le motosiluranti della classe Ferocity e Brave in forza alla Marina Militare Britannica, riportando la raffigurazione di due scimitarre incrociate ben visibili dalle foto disponibili di allora. Disponeva di due turbine a gas Rolls Royce “Proteus” accoppiate a n. 2 motori diesel Rolls Royce “Foden”, con predisposizione per una terza turbina a gas per complessivi 15.000 CVA. Veniva utilizzata (con le navi gemelle Sabre e Cutlass) per scopi di addestramento veloce (Fast Training Boat) anche se era nelle condizioni di utilizzo bellico per il suo armamento di bordo. Nel 1977, ha preso parte alla sfilata per il giubileo della Regina (Silver Fleet Review); quindi ha prestato servizio nel Mar della Cina al largo di Hong Kong. All’inizio degli anni ’80 la Scimitar fu dismessa dai ruoli della Marina Inglese ed acquistata da una società panamense che modificò il suo nome in “Aquilon” e , considerate le eccezionali prestazioni (era infatti in grado di raggiungere la velocità di 55 nodi ed aveva un’autonomia di 1.500 miglia) fu adibita al contrabbando di sigarette. Intercettata dalla Guardia di Finanza fu rimessa all’asta ed acquistata da una società di noleggio che l’adibì al trasporto dei turisti della riviera romagnola. Da quì il trasferimento al porto di Fano per compiere interventi di manutenzione e quindi le successive traversie, incendio compreso.
La Società Scimitar a r.l. e sua compagine sociale
Con la stessa denominazione “Scimitar”, tratta dal primo nome della Motonave, la Società si è costituita, promossa dalla Cooperativa Coomarpesca di Fano, nel novembre 2002 allo scopo di realizzare il progetto di ristrutturazione e successiva gestione dell’attività di ristorazione galleggiante nel porto di Fano sulla motonave “Aquilon”, già “Scimitar”.
L’Amministratore Unico della Società, il Dr. Marco Pezzolesi,
ha seguito in prima persona l’evolversi delle procedure autorizzative, sempre supportato e sostenuto dai Soci e dalla Coomarpesca in particolare.
Scimitar S.r.l., ha un capitale sociale sottoscritto ed interamente versato di complessivi € 1.000.000,00, detenuto in maggioranza dalla stessa Coomarpesca, dalla Banca Suasa di Credito Cooperativo, Coopfond SpA, Lega Pesca ed altri promotori privati. |
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Il procedimento autorizzativo
Stante la complessità del procedimento autorizzativo, anche per il coinvolgimento di alcune decine di Uffici competenti a vari livelli, venne seguita la procedura della Conferenza dei Servizi, promossa dall’Amministrazione Comunale, che coinvolse contemporaneamente i rappresentanti dei vari Enti e Uffici aventi titolo in materia. Contrariamente alle iniziali aspettative le Conferenze di servizi si sono susseguite per ben cinque volte nel periodo di oltre un anno, in aggiunta alle tante riunioni e contatti informali avuti con e tra gli stessi. Da parte dell’Amministrazione Comunale, dopo circa otto mesi, si modificò il percorso precedentemente intrapreso, iniziando ex novo un procedimento, che contemplava una concessione edilizia, pur trattandosi di galleggiante ormeggiato costantemente nello stesso punto del porto di Fano. La procedura è proseguita in quei termini tant’è che sono stati regolarmente versati gli oneri di costruzione pari ad € 11.301,17. Quando ancora una volta tutto sembrava risolto, alcune Autorità ritennero di modificare la collocazione del natante trasferendo la progettata costruzione, nella banchina n. 13 della darsena centrale che ovviamente abbiamo ugualmente condiviso pur di raggiungere il tanto sospirato obiettivo. Nel corso del procedimento si individuò pure un caso similare nella vicina città di Ferrara ove alcuni Amministratori, Dirigenti, nonché Autorità pubbliche locali si sono recate per una visita conoscitiva intorno al mese di maggio 2003. La tipologia apparve particolarmente utile in quanto vicinissima al nostro caso contrariamente a quanto precedentemente rilevato sul fiume Tevere nella città di Roma, a Pavia sul fiume Ticino, nel porto di Genova ed in quello di Salerno.
L’autorizzazione
Il titolo autorizzativo unico è stato finalmente concesso il 1 Aprile 2004 dopo l’ultima Conferenza dei Servizi tenutasi il 19 Febbraio 2004. Sarà stato il destino che le due date avessero un comune denominatore. La prima data non era un giorno qualsiasi ma il Giovedì grasso, e il secondo, “il primo di aprile” per il quale risulta superflua ogni ulteriore precisazione. Nonostante le strane coincidenze si ebbe motivo di credere che tutto fosse finalmente risolto e che il resto, come la concessione dello specchio acqueo, relative banchine e parte di opificio offertoci, erano tutte semplici formalità che nel brevissimo periodo avrebbero visto la luce. Tanto più che così avrebbe dovuto essere secondo le norme che regolano la Conferenza dei Servizi, voluta dal legislatore per facilitare e definire i procedimenti amministrativi coinvolgenti più amministrazioni. Una procedura pensata ed articolata quale procedimento di semplificazione si tradusse invece, nel caso specifico della Scimitar, in una attività amministrativa ben più lunga e complessa di una attività procedurale ordinaria.
Dopo ulteriori lunghissimi mesi dalle richieste di concessioni demaniali (che dovevano appunto costituire una semplice formalità in quanto di fatto già discusse, concordate e verbalizzate in Conferenza di Servizi) e varie diffide ai responsabili del procedimento a volerci rilasciare le concessioni demaniali, il 18 gennaio 2005, finalmente, viene comunicata la concessione ventennale dello specchio acqueo con relative banchine e contestualmente viene negata parte dell’opificio adiacente per l’indisponibilità a concederlo da parte della Capitaneria di Porto, che in sede di Conferenza ce ne aveva suggerito l’utilizzo. L’atto formale di concessione demaniale viene tuttavia stipulato il 24 giugno del 2005 dopo il quale si è dato corso alla progettazione esecutiva ed alla individuazione del Cantiere per la ristrutturazione.
La ristrutturazione
Il 2006 è l’anno della ristrutturazione della nave presso il Cantiere Navale Ascolani di San Benedetto del Tronto ove è stata trasferita via mare a fine gennaio di quell’anno e dal quale ha fatto ritorno, sempre via mare, nel porto di Fano dopo un anno esatto, il 26 gennaio 2007. Terminati gli ultimi ritocchi ed ottenuti, il collaudo R.I.N.A., l’agibilità, l’accatastamento e la licenza di somministrazione di alimenti e bevande, il 28 Aprile del 2007 è finalmente iniziata l’attività di ristorazione nella darsena centrale – banchina n. 13 del porto di Fano.
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L’attività di ristorazione
L’inizio dell’attività di ristorazione sulla nave galleggiante “Scimitar” è iniziata il 28 Aprile 2007 facendo subito registrare il grande successo di numerose presenze e segnali di grande apprezzamento sia per la buona cucina esclusivamente di pesce in prevalenza pescato dai pescatori associati di Coomarpesca, ma anche per gli ambienti di bordo particolarmente suggestivi (Sala Imperiale, Sala del Pescatore e Sala dei Pirati) e fantastici ponti esterni con panoramiche sul porto turistico e litorale Adriatico.
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Sala Imperiale
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Sala Pescatori
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Sala Pirati |
Vista dal ponte |
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