PIRAMIDE ALIMENTARE: CHE COSA MANGIANO GLI ITALIANI?

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Per piramide alimentare si intende la rappresentazione grafica dei cibi più adatti a una sana alimentazione, suddivisi per quantità e per frequenza di assunzione. La prima rappresentazione fu realizzata dallo USDA (United States Department of Agriculture) nei primi anni ’90 con l’obiettivo di informare i cittadini americani sui principi della dieta mediterranea. Seguirono poi, nel corso degli anni, numerose rappresentazioni a cura dei governi di molti Paesi del mondo.

Alla base della piramide sono generalmente rappresentati i cibi da mangiare in maggior quantità, ad esempio cereali, verdura, frutta fresca e legumi, mentre verso il vertice quelli da consumare in minori quantità e con meno frequenza (cibi grassi, olii, dolci, etc).

Dal 2003 anche l’Italia, con l’incarico del Ministero della Salute all’Istituto di Scienza Alimentare dell’Università “Sapienza” di Roma, ha elaborato una sua piramide alimentare: questa delinea uno stile di alimentazione settimanale basato sull’indicatore Quantità Benessere (QB) che prende in considerazione sia il cibo sia l’attività fisica.

La nostra piramide si basa sul modello nutrizionale della dieta mediterranea – che oggi è riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto e nel 2010 è stata inserita nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità – ed è caratterizzata da livelli che contengono le diverse tipologie di alimento, più un’attività “trasversale”:

  • Al livello più basso ci sono gli alimenti da consumare con maggiore frequenza: ortaggi, insalata e frutta;
  • Seguono quelli più ricchi di carboidrati: cereali integrali, pasta, riso, pane e patate;
  • Al terzo livello ci sono gli alimenti con un buon apporto di proteine: carne, pesce, uova e legumi;
  • Seguono il latte e i suoi derivati: yogurt e formaggi;
  • Al quinto livello ci sono gli alimenti più grassi: olio, burro o margarina;
  • L’ultimo posto è riservato a zuccheri, vino e birra.

Naturalmente non deve mancare mai l’acqua: almeno un litro e mezzo al giorno, da consumare spesso e in piccole quantità, limitando o eliminando bevande dolci o gassate.

È interessante notare come dalle linee guida del Ministero della Salute emerga un tipo di cucina connotata non solo dalla scelta ponderata degli alimenti ma anche da uno spirito conviviale. Cucinare (e mangiare) per gli italiani deve essere un’attività che diverte e rilassa. Sono da prediligere prodotti locali, da filiera corta, con una particolare attenzione rivolta alla stagionalità e al rispetto della biodiversità.