VITALI IVAN, BIOLOGO ISCRITTO ALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI BIOLOGI (FNOB) - PesceAzzurro

VITALI IVAN, BIOLOGO ISCRITTO ALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI BIOLOGI (FNOB)

L’idea della rinuncia al consumo di pesce per questioni di sicurezza alimentare a seguito dei fenomeni alluvionali dell’ultimo periodo si basa su paure infondate, prive di autentiche ragioni scientifiche, delle autentiche psicosi. 
  
Dal punto di vista ambientale, l’aumento della carica batteriologica dei primi giorni è gradualmente rientrato, come evidenziato dalle analisi effettuate dalle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). 
  
Tale emergenza, che comunque non ha mai realmente rappresentato un autentico pericolo per quanto riguarda il consumo del pesce, per una serie di motivi, tra cui l’elevato coefficiente di diluizione delle zone dove i pesci vengono pescati, la loro biologia, che li porta a vivere e nutrirsi prevalentemente in profondità e alla contestuale stratificazione in superficie delle acque dolci provenienti dai fiumi, lo scarso bioaccumulo dei batteri nei tessuti edibili dei pesci, risulta oggi assolutamente inconsistente. 
  
Il fatto che in alcuni tratti di mare le acque si presentino ancora poco trasparenti e di colore marrone, è dovuto esclusivamente al fatto che dai fiumi continuano ad essere trasportati al mare quantità progressivamente minori di materiali organici, soprattutto di natura vegetale, dovuti principalmente all’erosione, che non rappresentano però un pericolo di natura batteriologica. 
  
Inoltre questo fenomeno favorisce l’eutrofizzazione algale, che contribuisce alla colorazione delle acque marine, senza però pregiudicarne la sicurezza. 
  
Una chiara prova al riguardo è fornita dai risultati delle analisi batteriologiche effettuate settimanalmente dalle Aziende Sanitarie Territoriali sui molluschi filtratori (cozze e vongole), che, a differenza dei pesci si trovano nelle acque più basse, vicinissime alla costa, e che evidenziano inequivocabilmente come i livelli di Escherichia coli (un batterio indice della qualità ambientale dell’acqua di mare), siano tornati a livelli normali, inferiori ai valori di sicurezza per il consumo umano. 
  
Le nostre coste vengono infatti classificate in quadranti di 500 metri di lato, sui quali vengo effettuati prelievi ed analisi dei molluschi, proprio per valutarne l’indice ambientale di qualità delle acque ed, in caso di positività dei campioni, queste zone vengo temporaneamente interdette alla pesca. Ad oggi i risultati delle prove di laboratorio ci dicono che siamo tornati ad una situazione di normalità per il nostro pescato.